Ho
iniziato la mia attività di grafico come pestacolori nella
bottega di un padre rinascimentale, Alfred Hohenegger - fin dagli anni Sessanta
uno dei protagonisti della grafica editoriale in Italia, pittore e musicista
e ora anche
scrittore.
Così ho imparato l’importanza degli strumenti del lavoro e delle
tecniche per sviluppare una creatività originale e disciplinata. Ho
poi lavorato per molti anni come grafico indipendente, esercitando tutte le
arti
del mestiere: disegnavo a matita le gabbie dei menabò per poi con forbici
e colla COW (ne sento ancora l’odore) renderli definitivi; tempere,
china, pennelli e tiralinee erano il mio pane quotidiano. |
A
metà del mio percorso ho scelto di aggiornarmi con gli
strumenti della progettazione digitale. Strumenti che offrono
vantaggi tecnici indubbi e sono
di versatilità enorme. Eppure vorrei che nelle mie scelte stilistiche
si vedesse che la conoscenza delle tecniche e della manualità associate
alla progettazione tradizionale hanno lasciato un segno, che cioè si
fosse depositato nelle forme dei miei progetti il contenuto di quella tradizione.
È poi stato per me molto importante affinare le mie conoscenze e aggiornarle
costantemente attraverso l’insegnamento e il confronto con studenti, colleghi
e committenti: |

prima,
per 18 anni, all'Istituto Europeo di Design a Roma, e poi
come coordinatore didattico
all’Istituto Superiore di Design a Napoli.
Da alcuni anni mi dedico interamente alla progettazione grafica e, sul versante
didattico, organizzo e dirigo corsi di formazione professionale per società ed
Enti. |